Autisti Uber in Italia: cosa serve e quanto si guadagna

Lavorare con Uber è diventato un mestiere a tutti gli effetti. In Italia è possibile solo con determinate certificazioni conseguite e requisiti

Uber (Foto Adobe)

Chi ama guidare l’auto e non si stressa nel traffico, ma anzi, stare sul mezzo a quattro ruote lo considera un ambito confortevole, può tentare la strada di farla diventare una professione. Il mestiere di tassista è piuttosto datato, è un servizio pubblico a tutti gli effetti che richiede una licenza per essere svolto. Ed in particolare nelle città d’arte, turistiche, dove si riesce a guadagnare di più, questo lavoro è soggetto alla concessione di una licenza. Ormai sono quasi nulle le licenze per tassista concesse dal Comune, per cui l’opzione più consuetudinaria è di acquistarla da un privato, con spese piuttosto ingenti. Per cui molti aspiranti guidatori di professione hanno dirottato sul servizio Uber, che non è pubblico ma privato.

Fino al 2015 esistevano due tipi di conducenti Uber: uno professionale, con licenza di NCC, che si chiamava Uberblack. Ed uno con requisiti minori, UberPop, che richiedeva patente, 21 anni di età, fedina penale intatta, 15 punti sulla patente ed un’auto di proprietà in buono stato con almeno 4 posti per i passeggeri. Quest’ultima opzione, più amatoriale, dal 2015 è stata abolita.

Autista Uber, requisiti ed introiti

Uber (Foto Adobe)

Quindi ora rimane solo al professione di autista UberBlack, che richiede, oltre ai requisiti sopra elencati, anche la licenza per NCC, quindi una qualifica professionale a tutti gli effetti. Inoltre la vettura di proprietà deve essere una berlina nera, towncar, SUV da almeno 4/6 posti. Ed una copertura assicurativa. Uber è il servizio di smistamento. Il conducente per lavorare deve possedere una Partita IVA come conducente di veicoli.

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Il guadagno può essere pari a quello di un tassista o anche di più, ma dipende da molti fattori. Essendo un autonomo, il conducente decide quanto e quando lavorare. Ovviamente i turni di notte e durante i festivi fanno guadagnare di più, e più si lavora e più si guadagna. In particolare gli stranieri che all’estero sono abituati a circolare con Uber ed hanno la app scaricata usufruiscono del servizio anche in Italia. La chiamata è di 5 euro, e Uber trattiene il 20 per cento della corsa, mentre l’80 per cento rimanente va al guidatore.

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Giuliana N