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Targhe estere in Italia: le nuove regole da rispettare

In vigore in Italia una nuova disposizione di legge sulle targhe estere per le veuute in circolazione, cosa è cambiato

Targa estera (Foto Unsplash)

Nel corso dell’anno è stata modificata una precisa norma che regolava la circolazione delle macchine con targa straniera in Italia. La legge ha modificato alcuni articoli del Codice della Strada che precedentemente erano stati interessati dal Decreto Legge numero 113/2018. Questo intendeva ridurre la possibilità di circolare in Italia con targa estera a chi risiedeva nel Paese da un anno a 60 giorni.

Questa norma tuttavia è stata bocciata dalla Corte di Giustizia europea, perché non era valido il principio  di temporaneità del veicolo utilizzato in uno Stato membro, essendo da intendere come movimento di capitali il prestito transfontaliero a titolo gratuito di una vettura.

Quali novità previste per le auto con targhe estere circolanti in Italia

Targa estera (Foto Unsplash)

La legge numero 238/2021 (articolo 2) è intervenuta sulla questione modificando di nuovo il Codice Strada abrogando l’articolo 93 e sostituendolo con quello numero 93 bis. Altre novità anche per gli articoli 94, 132 e 196. In sintesi ecco i cambiamenti. I cittadini stranieri ma residenti in Italia hanno 90 giorni di tempo per immatricolare nel Paese una macchina con targa estera.

Mentre chi è residente all’estero può circolare in Italia con veicolo a targa estera per un anno. La novità più grande è l’obbligo all’immatricolazione per alcuni veicoli in un speciale registro il REVE, Pubblico Registro dei Veicoli Esteri. Per i conducenti, ma non proprietari, della vettura con targa estera utilizzata in comodato d’uso (o noleggio) c’è l’obbligo di tenere in auto un particolare documento.

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Da questo deve risultare chiaramente, a cura del proprietario del mezzo, la data e la durata del noleggio o del comodato d’uso. Al REVE devono iscriversi obbligatoriamente i veicoli intestati a persone residenti all’estero e concessi per oltre 30 giorni a cittadini residenti in Italia. Poi i mezzi immatricolati all’estero di proprietà di lavoratori dipendenti, che operano in ditte con Stato confinante con l’Italia.

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Infine mezzi immatricolati all’estero da lavoratori autonomi con attività lavorativa con sede in uno Stato limitrofo all’Italia. Il proprietario del veicolo residente all’estero che risulata a bordo può circolare liberamente per un anno ai sensi dell’articolo 132 del Codice della Strada. Quindi novità importanti con sanzioni pesanti in caso di inosservanza e mancata immatricolazione al nuovo REVE.

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L Maggio