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Caos carburanti: lo sciopero nazionale è confermato?

A quanto pare lo sciopero per il 25 e 26 gennaio dei distributori di carburante è confemato. Nel frattempo l’Antitrust indaga per possibili speculazioni

Carburanti (Foto Pixabay – dcmotori.it)

Da quando il caro carburanti è tornato alle stelle, si è creato molto caos. In prima battuta perché le associazioni dei consumatori hanno lamentato decisamente la questione dello stop governativo al taglio delle accise per il carburante. Di conseguenza il Governo ha messo in atto delle regole per evitare le speculazioni da parte dei distributori di benzina, diesel e GPL. I quali non ci stanno alle nuove regole. Per questo hanno messo in campo uno sciopero nazionale dei distributori che coinvolgerà le giornate del 25 e del 26 gennaio. Le compagnie petrolifere Eni, Esso, Italiana Petroli, Kuwait Petroleum e Tamoil, inoltre sono finite sotto i riflettori dell’Antitrust, che sta indagando per sospette speculazioni sulla rete carburanti.

Lo sciopero in un secondo momento, dopo l’annuncio, doveva essere ritirato, in seguito ad un dialogo con l’esecutico che sembrava proficuo. Invece per ora rimane confermato, e si attende il termine di un altro colloquio, stabilito per il 17 gennaio. Se dovessero scioperare i distributori si creeranno senza dubbio numerosi disagi per tutta la popolazione.

Distributori carburanti, perché scioperano?

Auto coda (Foto Pixabay – dcmotori.it)

Cosa è successo? Perché i distributori di carburante hanno indetto uno sciopero per il 25 e 26 gennaio? Già accennata la questione dello stop al taglio delle accise, che ha riportato immediatamente alle stelle il prezzo di benzina, diesel e GPL. Prezzo, in particolare quello del diesel, che non può far altro che aumentare, dato che a febbraio verrà confermato l’embargo con la Russia. Purtroppo, come spesso accade, nei momenti di crisi c’è chi cerca di fare profitto approfittando della debolezza altrui. E con il rialzo dei prezzi dei carburanti gli automobilisti non hanno più capito quale fosse il corretto prezzo corrente.

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E si è arrivati anche a delle punte di 2,5 euro al litro per la benzina. Di conseguenza il Governo ha messo in campo un decreto per cui vige l’obbligo per i benzinai di esporre, oltre al prezzo scelto, anche il prezzo medio su scala nazionale. Decisone che non è piaciuta affatto ai distributori, che per questo motivo hanno deciso che era giusto protestare.

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Giuliana N